REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI

Di seguito il testo del nostro intervento in Consiglio:

Gentili consiglieri, assessori e cari cittadini e cittadine, quest’oggi, in quanto portavoce del gruppo 5 Stelle, voterò a favore del registro delle unioni civili. Ho firmato questa delibera e la voterò con convinzione perché credo sia un atto di giustizia ed equità. La nostra decisione di votare a favore nasce innanzitutto dalla volontà di rispettare le scelte individuali di tutti gli esseri umani e permettere l’affermazione del principio di parità di trattamento formale di tutti i cittadini, cosi come sancito dalla Costituzione italiana e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
All’articolo 2 della nostra Costituzione, infatti, troviamo che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità….” L’articolo 3 della nostra Costituzione inoltre riconosce che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
Nello spirito e nel rispetto di questi due articoli, e per quanto detto in precedenza, siamo quindi favorevoli alla proposta avanzata da SEL e in discussione questa sera.
Tuttavia, alla luce dei poteri limitati che i consigli comunali hanno su queste tematiche, vogliamo sottolineare quanto questo provvedimento abbia una valenza prevalentemente simbolica: il fine ultimo è quindi quello di lanciare un chiaro messaggio ed esercitare allo stesso tempo una forte pressione sul Governo nazionale, per obbligarlo ad impegnarsi a legiferare sulla materia nel più breve tempo possibile.

Per troppi anni, infatti, abbiamo assistito a dibattiti e proposte sulla materia, i quali perà non sono mai stati tradotti in provvedimenti normativi. Basti pensare che la prima proposta di legge fu depositata nel lontano 1986, 28 anni fa. Da allora le iniziative legislative avanzate sono state innumerevoli ma, a causa della forte opposizione delle forze cattoliche e conservatrici, esse non hanno mai prodotto nulla di concreto: così quella parte di cittadini che, per scelte personali o per ragioni di orientamento sessuale, non hanno mai potuto beneficiare del matrimonio civile, sono rimasti privi di tutele.
Vorremmo inoltre cogliere l’occasione per esprimere alcune perplessità circa il modello legislativo verso cui il Governo italiano si sta indirizzando. Nello specifico, apprendiamo che l’esecutivo sembri guardare con ammirazione al modello tedesco delle convivenze registrate, il quale però, come è già stato osservato da molti, risulta discriminatorio verso le coppie di fatto eterosessuali, le quali non sono riconosciute. Il nostro timore, quindi, è che questo modello, qualora venisse approvato senza modifiche, creerebbe una disparità di trattamento tra le coppie omosessuali – titolari del diritto di essere riconosciute come coppie di fatto – e le coppie eterosessuali, che invece saranno costrette a sposarsi per poter vedere riconosciuti i propri diritti di coppia. La volontà di legiferare in questo modo produrrebbe perciò gravi discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, anche se “inverse” rispetto a quanto abbiamo visto fino ad ora.
Per questo motivo quindi chiediamo alla Giunta di impegnarsi fin da subito ad esercitare pressioni sul Governo, affinche’ s’impegni ad aprire una discussione in parlamento, e non solo in seno al governo, e che si adoperi ad accogliere le istanze delle associazioni della societa’ civile, al fine di poter costruire insieme un testo normativo più equo e giusto nei confronti di tutti i cittadini.
Grazie a tutti

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