INCOERENZA NOSTRANA

Nell’ultimo consiglio è approdata in aula la mozione di Sel sul Job Act e la riforma del lavoro.

Pur riconoscendo l’importanza e l’attualità dell’argomento, dobbiamo purtroppo prendere atto che ancora una volta abbiamo dovuto discutere di temi non pertinenti con l’attività del consiglio comunale. Tra interventi sull’attentato a Charlie Hebdo, Job Act e riforma del lavoro infatti sono state occupate TRE ore di consiglio comunale, tempo che avrebbe dovuto essere dedicato a fatti di competenza comunale. Sia chiaro, siamo tutti umanamente colpiti per quanto è accaduto in Francia, ma allo stesso tempo riteniamo che i consiglieri siano stati eletti per discutere e risolvere i problemi locali e non per discutere di questioni nazionali o internazionali dove non abbiamo nessun possibilità d’intervenire.

Fatta questa doverosa premessa, vorremmo entrare nel merito della vicenda. Come gruppo 5Stelle Lodi abbiamo votato a favore della mozione di Sel in quanto condividiamo l’idea che non sia attraverso lo smantellamento delle tutele dei lavoratori che si debba raggiungere la crescita. Il cosiddetto “contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti”, introdotto dal governo con il Jobs Act, comporta che i nuovi assunti avranno meno diritti di quelli che ha oggi un lavoratore a tempo indeterminato. Renzi, che sappiamo essere un campione nel riempirsi la bocca di false promesse, sostiene che il Jobs Act prende come modello il sistema del mercato del lavoro tedesco, omettendo però di spiegare che la Germania ha implementato, parallelamente alla flessibilità, anche politiche di welfare volte a ridurre quegli effetti negativi intrinsechi della precarietà. Ma non è solo la Germania ad investire sulle politiche sociali: anche gli altri Paesi europei, infatti, investono tra l’ 1% e il 3% del Pil, mentre in Italia l’investimento è fermo allo 0,4%. In Germania, e in tutta Europa ad eccezione di Italia e Grecia, è vigente il reddito il cittadinanza, ovvero una forma di welfare sociale che sopperisce all’incertezza del reddito dovuta ai contratti temporanei. Il Movimento 5Stelle si sta adoperando nelle sedi opportune (Commissioni di Camera e Senato, non in consiglio comunale) perché questa tutela diventi realtà anche da noi. Niente di trascendentale o fantascientifico, ma solo l’affermazione di una tutela oramai prevista in tutta Europa. Le risorse ci sarebbero, manca solo la volontà politica.I tagli necessari per ritornare ad essere competitivi dovrebbero coinvolgere la spesa pubblica improduttiva, la corruzione e il clientelismo che fanno lievitare i costi delle opere e ne vanificano l’utilità, non dovrebbero gravare sulle spalle dei lavoratori, già vessati da una tassazione elevatissima, unica in Europa.

Dall’altra parte invece abbiamo visto il PD votare compatto contro la mozione di Sel, e a favore quindi di Job Act e abolizione dell’articolo 18. Tutti i consiglieri democratici, ad esclusione del consigliere Aurelio Ferrari che ha abbandonato l’aula forse per il timore di votare contro la linea indicata dal suo partito, hanno dimostrato chiaramente che si sono perfettamente adeguati alla linea politica nazionale del loro partito. Dopo anni spesi ad organizzare proteste contro i governi di centrodestra e tecnici rei di aver calpestato i diritti dei lavoratori, hanno deciso bene di omologarsi alle loro politiche, o meglio, alle politiche che ci sono imposte dall’Unione Europea. La storiella del PD locale ancora vicino alle istanze dei cittadini, quindi, almeno per quanto riguarda il PD lodigiano, è solo un retaggio del passato. Quello stesso PD che alcuni mesi fa, nella persona dell’assessore alle attività produttive Andrea Ferrari, si era arrogato il diritto di essere l’unico referente politico per il comune di Lodi al tavolo di contrattazione per i lavoratori della Polenghi, oggi vota compatto per la cancellazione dei diritti dei lavoratori. Non ci stupisce quindi l’epilogo tragico dei lavoratori della Polenghi, (com’è finita la vicenda? Qualcuno può confermare/smentire?), difesi da chi in realtà non ha il coraggio di opporsi ai diktat del partito nazionale. Settimana prossima ci toccherà ancora discutere di Job Act in consiglio comunale e avremo modo di vedere se il PD locale troverà il coraggio di tornare sui suoi passi, oppure se deciderà di continuare a proferire belle parole sul tema lavoro, salvo poi votare per lo smantellamento dei diritti degli stessi.

Gruppo MoVimento 5 Stelle Lodi

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