Risposta a “INCOERENZA NOSTRANA”

Rispondiamo nel merito alle polemiche suscitate da alcuni del Consiglio in seguito all’articolo pubblicato dal Cittadino in data 13 gennaio, non prima però di fare una breve considerazione su quanto accaduto.

Nel nostro comunicato stampa la questione delle perdite di tempo in aula era solo una premessa, il resto del nostro pensiero si sviluppava invece su temi di incoerenza politica. Con rammarico, quindi, prendiamo atto che, pur di creare un po’ di bagarre politica, si è preferito snaturare il senso del nostro comunicato. Rispondiamo quindi alle critiche sollevate dal Presidente Colizzi e del Consigliere Milanesi, i quali si sono difesi dicendo che “lo prevede la legge”. Riportiamo qui di seguito l’articolo del Regolamento del Consiglio Comunale che disciplina le iniziative dei Consiglieri Comunali:

Art. 19 (Diritto di presentazione di ordini del giorno,interrogazioni, interpellanze e mozioni)

1. I consiglieri hanno diritto di presentare al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale ordini del giorno, interrogazioni, interpellanze e mozioni che riguardano direttamente le funzioni di indirizzo e di controllo politico amministrativo del Consiglio Comunale e le altre competenze allo stesso attribuite dalle leggi e previste dallo statuto.

2. Gli ordini del giorno, le interrogazioni, interpellanze e le mozioni sono presentate al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale, formulate per iscritto e firmate dai proponenti.

3. L’ordine del giorno è l’atto approvato dal Consiglio Comunale con il quale esso esprime la propria posizione o formula proposte e richieste su questioni di rilevante interesse pubblico esulanti la competenza amministrativa del comune.

4. E’ ammessa altresì la presentazione di ordini del giorno sempre prima che sia terminata la discussione generale e comunque prima delle dichiarazioni di voto, secondo quanto previsto dal successivo art. 50.

5. L’interrogazione consiste nella richiesta rivolta al sindaco od alla giunta per avere informazioni circa la sussistenza o la verità di un fatto determinato o per conoscere i motivi ed i criteri in base ai quali è stato adottato un provvedimento o gli intendimenti con i quali ci si prefigge di operare in merito ad un determinato atto od intervento.

6. I consiglieri possono altresì presentare interrogazioni con richiesta di risposta scritta che dovrà essere inviata entro 30 giorni dal ricevimento dell’interrogazione. In questo caso l’interrogazione non viene iscritta all’ordine del giorno del consiglio.

7. L’interpellanza consiste in una domanda al sindaco o alla giunta circa i motivi e gli intendimenti della loro azione, in una determinata questione.

8. La mozione consiste in una proposta, sottoposta alla decisione del consiglio comunale, nell’ambito delle competenze per lo stesso stabilite dalla legge e dallo statuto, riferita all’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico amministrativo, alla promozione di iniziative e di interventi da parte del consiglio o della giunta nell’ambito dell’attività del comune e degli enti ed organismi allo stesso appartenenti od ai quali partecipa. La mozione, di norma, si conclude con una risoluzione che è sottoposta all’approvazione del consiglio, nelle forme previste per la votazione delle deliberazioni. La documentazione che si intende sottoporre a votazione consiliare in connessione a mozioni/ordini del giorno, va depositata nella relativa cartelletta secondo i tempi e le modalità stabilite nel successivo art. 37 (deposito degli atti).

9. Le mozioni possono riguardare, oltre che fatti di rilevanza locale, anche questioni regionali, nazionali ed internazionali e ciò nel rispetto del ruolo politico del consiglio comunale.

10. Le interrogazioni / interpellanze vanno trattate entro 60 giorni dalla presentazione ( data di protocollazione) salvo diversa disposizione di anticipazione da parte dei capigruppo.

Se quindi il comma 9 sancisce la libertà di presentare ANCHE mozioni concernenti fatti e provvedimenti nazionali ed internazionali, il comma 1 e il comma 8 prescrivono che siano principalmente rivolte alle attività di pertinenza comunale.
Ritornando quindi a quanto riportato nel nostro precedente comunicato, sottolineiamo che noi non abbiamo minimamente lasciato presagire che si prefigurasse un illecito, ma bensì contestavamo l’inadeguatezza di questi provvedimenti. Ciò, però, non vuol dire che eravamo contrari alla mozione di Sel, (e il nostro voto ne è prova) come invece riportato dal Cittadino in data 13 gennaio 2015.

Riteniamo infatti che tali temi avrebbero potuto essere discussi a fine serata, dando priorità a quelli strettamente pertinenti all’attività istituzionale del Consiglio. Tal giorno era prevista la discussione del provvedimento sul CFP, discussione che è iniziata alle 22.45. Il buon senso avrebbe voluto invece che tali temi fossero affrontati per primi, in maniera tale da permettere ai cittadini che intendono seguire i lavori del Consiglio Comunale di farlo ad orari ragionevoli. Nella prima parte del Consiglio Comunale era presente un esiguo gruppo di cittadini i quali, dopo ore di discussioni di temi non pertinenti, hanno abbandonato l’aula. Chi frequenta i consigli (e chi ha un minimo di buon senso) sa che è spesso così. Lo stesso vale sicuramente per lo streaming. Se questi temi fossero affrontati per primi, si favorirebbe di sicuro la partecipazione dei cittadini e aumenterebbe anche la trasparenza delle attività del Consiglio. Trasparenza che, come già detto, viene meno quando si discute di temi comunali all’una di notte.

In ultimo vorremmo esprimere anche le nostre perplessità sulla frase “la legge lo consente” relativa a mozioni e interrogazioni. Facciamo presente al Presidente Colizzi che, qualora i Consigli Comunali finiscano dopo la mezzanotte, per legge i consiglieri hanno diritto alla giornata di riposo retribuita dal Comune. Come reagiremmo, però, se tutti usufruissero di questa opportunità, seppur sancita dalla legge? Se quindi un comportamento è consentito dalla legge, non vuol dire che esso debba per forza essere adottato a dismisura, soprattutto quando compromette il lavoro del Consiglio Comunale. Il regolamento prevede che sì che possano essere presentate mozioni su temi nazionali, ma questo non significa che in quasi tutti i consigli comunali si debba iniziare parlando di questi argomenti.

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