Un’altra pagina di brutta politica

In seguito alla risposta del Capogruppo del PD Caccamo alla nostra Operazione Trasparenza, riportiamo la nostra controreplica e pubblichiamo per trasparenza tutte le determine relative ai rimborsi oneri per assenze dal lavoro del Portavoce Consigliere Luca Degano. Noi non abbiamo nulla da nascondere e siamo sereni nel pubblicare tutto ciò che ci viene richiesto, altri, a giudicare dalle reazioni, evidentemente no …

A Lodi, alcuni consiglieri comunali di maggioranza invece di giustificare a cittadini, elettori e contribuenti le spese rimborsate con soldi pubblici per l’acquisto di tablet o i contributi che danno al proprio partito a cui appartengono o simpatizzano (tutto sempre a norma di regolamento, ci mancherebbe..), spostano l’attenzione cercando di gettare fango sugli altri.
È la solita, brutta politica. Ricordo che i rimborsi (anche quelli facili) sono una cosa, le indennità di carica (il famoso gettone di presenza dei consiglieri comunali e lo stipendio di sindaci e assessori) sono un’altra cosa. E gli oneri per i permessi retribuiti sono un’ altra cosa ancora.
Essi sono garantiti da una legge dello stato (art. 79 e 80 del D.Lgs n. 267/2000) non da un regolamento di un consiglio comunale, che per come è scritto (e non è un caso..) sembrerebbe consentire di spendere denaro pubblico veramente per qualsiasi cosa. Certo, sono passati i tempi in cui il consiglio comunale di Lodi impose alle casse pubbliche di fornire addirittura un computer portatile a ciascun gruppo consiliare. Ma molti la testa ce l’hanno ancora lì.
Invece, i permessi di un consigliere comunale capogruppo – concessi per legge a tutti coloro che esercitano una funzione pubblica – sono rimborsati dall’ente comunale al datore di lavoro, per le ore e le giornate di effettiva e comprovata assenza giustificata. Questa legge ha una precisa funzione, quella di rendere effettivi gli articoli 3 e 51 della Costituzione democratica e repubblicana, ovvero garantire l’uguaglianza di possibilità di accedere alle cariche elettive a tutti i cittadini. La legge stabilisce quindi che le ore di lavoro perse per poter partecipare ai consigli comunali o alle commissioni o per l’attività di studio e controllo tipica dei capigruppo debbano essere corrisposte dal comune al datore di lavoro e non devono rappresentare un costo accessorio per il lavoratore, che altrimenti dovrebbe ricorrere alle ferie per poter svolgere l’attività di consigliere, creando così una barriera oggettiva alla partecipazione democratica di tutti coloro che – come il sottoscritto – non campano di politica.
Oggi il signor Caccamo si elegge “capo degli indignados” contro chi ha la sola colpa di aver messo a conoscenza dei cittadini lo stato delle cose.
Per quanto mi riguarda, sono consigliere comunale che campa del proprio lavoro, impiegato in un’azienda privata. Nel dicembre 2013 (quando ho assunto la carica di consigliere comunale a Lodi) il mio orario di lavoro terminava alle ore 19.00, motivo per cui per partecipare alle commissioni ho sempre dovuto richiedere il permesso – visto che si svolgono durante gli orari in cui la stragrande maggioranza delle persone che campano del proprio lavoro è impiegata in ufficio, in officina, ecc. Ore di permesso che ho chiesto anche per svolgere le mie attività di approfondimento, di ricerca e di studio. Dall’inizio del 2015 il mio orario di lavoro è stato volutamente cambiato e termina alle 17.00, motivo per cui non ho più avuto l’esigenza di chiedere ulteriori ore di permesso all’azienda. Purtroppo non ho la fortuna di trovarmi nelle condizioni di alcuni consiglieri comunali, che magari lavorano in alcuni settori del pubblico impiego – come la scuola – e perciò non hanno questi problemi, perché non sono alla scrivania in ufficio fino alla sera.
È infine curioso che lo stesso principio costituzionale non debba essere riconosciuto al consigliere Luca Degano quando invece è garantito ai colleghi di partito e di maggioranza. Vorrei ricordare su tutti l’ex collega Gianmaria Mondani del PD, fino a ieri consigliere comunale ma poi dimesso per andare ad occupare una meglio retribuita poltrona nel consiglio di amministrazione della Fondazione Santa Chiara. Bene, anche il signor Mondani è ricorso alla legge sui rimborsi per permessi di lavoro e così altri suoi colleghi, per oltre 3.000 euro. Due pesi e due misure, anche rispetto alla Costituzione? Oppure c’è un regolamento comunale ad hoc che sancisce cittadini eletti di serie a e di serie b?
Comunque tutti i cittadini (compreso quelli più cittadini di altri, come li vorrebbe il sig. Caccamo) possono trovare tutti i documenti che mi riguardano sia sulla pagina web del comune sia sul sito del Movimento 5 Stelle di Lodi (www.lodi5stelle.it) .

Che parlino le carte, per informarsi basta leggerle.

Qui di seguito tutte le determine relative ai rimborsi oneri per assenze dal lavoro del Consigliere Luca Degano

 Qui di seguito il CUD relativo all’attività di Capogruppo Consigliere del gruppo MoVimento 5 Stelle, Luca Degano

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