Caso ICR e i permessi di costruire in variante: le motivazioni del nostro NO

Il PD LODI ci accusa di aver votato contro 478 posti di lavoro, un’affermazione grave, fortemente demagogica, costruita sulla pelle di centinaia di lavoratori. Rispondiamo motivando le ragioni alla base del nostro NO, all’ampliamento della ICR, facendo anzitutto chiarezza sui numeri citati nel comunicato del PD.

NON ESISTE NESSUN BENEFICIO OCCUPAZIONALE FUTURO

I 478 posti di lavoro contro cui secondo loro avremmo votato sono lavoratori che già sono in forza all’azienda, 196 dei quali lavoratori precari, stabilizzati, frutto di una contrattazione sindacale tutta interna all’azienda. Non si tratta dunque di  nuovi posti di lavoro  e nemmeno  di  lavoratori a rischio.

Il PD fa disinformazione anche quando sostiene che il nostro voto penalizzerebbe le prospettive dei neo stabilizzati: quale imprenditore assumerebbe oggi 196 lavoratori per farli iniziare a lavorare tra 3 anni? La risposta è, ovviamente, nessuno!
La verità è che quei 196 posti di lavoro non sono legati al rilascio di quell’autorizzazione, ma a scelte strategiche private.

I 196 stabilizzati sono semplicemente una scelta economica dell’azienda,  che grazie a voi, ex partito dei lavoratori, viene venduto come un successo politico del PD locale. Stabilizzando i lavoratori con il contratto a tutele crescenti, l’azienda risparmierà in un biennio 8.000 euro di contribuzione per ciascun operaio, vale a dire oltre 1,5 milioni di euro. In più, grazie allo sconto sugli oneri di urbanizzazione che il PD LODI ha votato, ne risparmierà altri 278mila. Giova inoltre ricordare che per effetto del Jobs Act, questi stessi lavoratori tra qualche anno potrebbero essere accompagnati alla porta senza alcuna solida motivazione, eccetto la scelta, anche qui economica, dell’azienda.

E’ evidente, quindi, che quanto sostenuto dal PD di Lodi circa i livelli occupazionali è confusionario ed errato, considerato che non vi è alcun legame  i livelli occupazionali odierni con l’ampliamento delle strutture, la prima delle quali sarà pronta entro 3 anni, mentre  la seconda non oltre 10 anni, ma ancora senza data.

LA PARTITA AMBIENTE E CONSUMO DI SUOLO

Spogliato di ogni significato il beneficio occupazionale, sbandierato dal PD, ci piacerebbe ribadire le motivazioni ambientali che hanno determinato il nostro voto contrario.
In primo luogo, ricordiamo che il progetto di ampliamento dell’azienda viola il percorso segnato dalla legge contro il consumo di suolo approvata quest’anno in Lombardia, autorizzando a costruire in variante del Piano di Governo del Territorio.

Nella discussione non si è neanche tentato di mettere sul piatto un recupero di alcune aree dismesse come forme di compensazione, ma più semplicemente si parla di parcheggi, strade, asfalto e cemento, con appena 54 alberi in più da piantumare rispetto ai minimi prescritti dalle Norme Tecniche di attuazione Comunali.

In secondo luogo, riteniamo davvero eccessivo un progetto che autorizzi ben 4 deroghe alle normative ambientali:

A variazione di destinazione urbanistica,

B deroga per costruire oltre i 15 metri di altezza

C deroga sugli indici di permeabilità del suolo

D deroga sulle distanze dai corsi d’acqua.

Un’intervento edilizio tanto eccessivo da non lasciare nemmeno lo spazio necessario per le previste opere ambientali compensative, le quali non sappiamo né dove né quando verranno realizzate. E tutto ciò all’interno del parco Adda Sud, una delle ultime risorse verdi di questo già segnato territorio.

Queste sono le motivazioni che hanno guidato il nostro voto in aula. Restiamo a disposizione dei cittadini per eventuali chiarimenti, e del PD qualora volesse continuare la discussione, auspicando però che questa si svilupperà su temi e argomentazioni reali, non come nel loro precedente comunicato.

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