AMIANTO: Il caso Ex Cetem e delle scuole

Il territorio lodigiano è tristemente noto per essere ai primi posti in Italia, 5° provincia su 110, come decessi per tumori.
Il MoVimento 5 Stelle di Lodi ha quindi deciso di occuparsi di uno dei principali fattori di rischio per la salute che concorrono nel determinare questo triste record: l’amianto.
Sebbene la normativa italiana abbia messo al bando la produzione di materiali contenenti amianto dal 1992, nel nostro territorio questo risulta ancora presente in diversi siti.


IL CASO EX CETEM

Un caso certamente emblematico è quello della ex CETEM (Costruzioni Elettroniche Tecniche e Meccaniche) di Lodi.
Lo stabilimento si sviluppa su un’area di oltre 30.000 metri quadrati di superficie coperta in Corso Mazzini n° 61, piena area urbana, in prossimità del nuovo asilo nido comunale “Carillon” e dell’Ospedale Maggiore di Lodi.

 

Panoramica-Zoom2

LA STORIA

Le cronache degli ultimi 15 anni raccontano di complesse vicende susseguitesi a partire dalla dichiarazione di fallimento della fabbrica elettromeccanica lodigiana, che si intrecciano, anche in questo caso, con la storia della Banca Popolare di Lodi – Banca Popolare Italiana di Gianpiero Fiorani.

Il vecchio stabilimento industriale, attualmente in stato di totale abbandono, risulta essere di proprietà della MILANOGEST IMMOBILIARE Srl e, dall’anno 2008, suscettibile di riconversione urbanistica a uso residenziale.

Come recentemente riportato dagli organi di stampa, il Banco Popolare, appurato lo stato di insolvenza della MILANOGEST IMMOBILIARE Srl, ha avviato una procedura esecutiva culminata nel verbale di pignoramento dell’area ex Cetem stilato l’11 settembre scorso.

La presenza di eternit sulle coperture della struttura è stata originariamente segnalata nel 2011 da alcuni residenti della zona agli enti preposti.

A seguito dell’Ordinanza Sindacale n. 120 del 30 marzo 2012, in cui venivano evidenziate diverse criticità, la MILANOGEST IMMOBILIARE Srl ha presentato, nel luglio del 2012, una relazione sullo stato di conservazione delle coperture in amianto, pari a 9.150 mq di superficie esposta (quasi due campi da calcio!), assumendo l’impegno a rimuovere quelle ammalorate entro i 12 mesi normativamente previsti.

Non avendo avuto riscontro alla richiesta di presentare un preciso cronoprogramma degli interventi di messa in sicurezza, il 28 maggio 2013 l’ASL competente ha quindi chiesto un nuovo intervento del COMUNE DI LODI.

In data 17 luglio 2013, il SINDACO Simone UGGETTI , ha emanato nei confronti della Proprietà l’Ordinanza Sindacale n. 318, disponendo la presentazione di un piano degli interventi di bonifica entro 30 giorni e l’inizio dei lavori entro 60 giorni dall’acquisizione del parere favorevole dell’ASL.

A seguito di proroga dei termini con Ordinanza Sindacale n. 465 del 27 settembre 2013, la MILANOGEST IMMOBILIARE Srl ha fatto sapere, tramite il proprio legale, di non poter sostenere i costi dell’intervento di bonifica.
Il 18 marzo 2014 si è tenuto un successivo incontro tra i rappresentanti di ASL e COMUNE DI LODI, a cui ha fatto seguito la comunicazione congiunta al legale della Proprietà di non poter più concedere proroghe e di attendere per il 31 marzo 2014 il piano dettagliato dei lavori di messa in sicurezza del sito da avviare immediatamente.

Da quel momento non si è avuta più notizia, né da fonti istituzionali né da articoli pubblicati dalla stampa locale, di ulteriori sviluppi della “vicenda ex CETEM”.
Ciò è confermato dalla risposta fornitaci dagli Uffici tecnici del COMUNE DI LODI in data 6 novembre 2015 (Allegato n. 6), in cui viene esplicitato che “[…] è attualmente al vaglio della Polizia Locale la pratica di indagine istruttoria finalizzata alla denuncia all’A.G. di non ottemperanza all’ordinanza sindacale”.

A tal proposito, rileva notare che già due anni fa, nell’Ordinanza Sindacale il COMUNE DI LODI disponeva che “la Polizia Locale e i Tecnici dell’A.S.L., cui la presente viene inviata per conoscenza, sono incaricati di vigilare per l’esatta osservanza del presente provvedimento”.

L’unica certezza, a tutt’oggi, è che l’ex stabilimento elettromeccanico lodigiano, nonostante l’elevato rischio amianto certificato dall’autorità sanitaria, non risulta essere stato interessato da alcuno specifico intervento di messa in sicurezza a tutela della salute pubblica, come dimostrato dalle foto.

LA SEGNALAZIONE IN PROCURA

A fronte di questo totale immobilismo, abbiamo quindi ritenuto doveroso segnalare i fatti alla Procura della Repubblica di Lodi con l’intenzione di smuovere le autorità competenti per mettere immediatamente in sicurezza l’area e procedere al più presto con la bonifica.
Abbiamo inoltre chiesto di accertare ogni eventuale responsabilità dei soggetti coinvolti a vario titolo nella vicenda.

L’AMIANTO NELLE SCUOLE

Dall’esame dei documenti in nostro possesso abbiamo anche rilevato la presenza di amianto in otto scuole di Lodi.
Di seguito, riportiamo l’elenco delle sole scuole comunali e paritarie (esclusi quindi gli edifici di proprietà di Provincia, Regione o dello Stato).

 

All-A-SCUOLE-LODI-amianto-NOV-2015
Clicca per ingrandire

 

A fronte di questa situazione, chiediamo pertanto che venga stilato al più presto un preciso piano di intervento per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Non è assolutamente tollerabile assistere a continui sprechi di risorse pubbliche mentre esistono ancora scuole contenenti amianto.

E’ notizia della scorsa settimana l’approvazione in Consiglio Comunale dello stanziamento di ulteriori 100 MILA EURO per la Cattedrale Vegetale.

ADESSO BASTA! Non possiamo accettare che vengano destinati ulteriori soldi a un progetto che non è neanche iniziato!!
Continueremo a lavorare in questa direzione fino a quando non ci verrà fornito un preciso piano degli interventi di bonifica da avviare nel più breve tempo possibile.
Inoltre, proseguiremo la nostra azione chiedendo anche alla Provincia di Lodi, alla Regione Lombardia e allo Stato Italiano precise informazioni sulle altre scuole lodigiane.


Documenti citati e allegati alla segnalazione

Articolo de Il Cittadino 20 Luglio 2013

Articolo de Il Cittadino 28 Marzo 2014

Allegato n. 1

Allegato n. 2 e 3

Allegato n.4

Allegato n.5

Allegato n. 5

Allegato n.6

Segnalazione

 

 

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