Facoltà di Veterinaria a rischio corruzione. Chiediamo che l’ANAC intervenga

Dagli organi di stampa locali abbiamo appreso che il 14 Dicembre è stata posata la prima pietra della nuova Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università Statale di Milano a Lodi, che finalmente dopo un percorso partito nel 2001 con il primo accordo di programma tra tra Regione Lombardia, Università degli Studi di Milano, Camera di Commercio di Lodi, Provincia di Lodi e Comune di Lodi, vedrà al sua realizzazione a fronte di una spesa complessiva di 62.600.000 euro.

Un mucchio di soldi pubblici. Tanti, forse troppi, per un’opera sovradimensionata ed inopportuna, soprattutto per la scelta infelice di localizzarla in una posizione esterna alla città di Lodi, dove già il Polo Tecnologico Padano, ed il padiglione Fieristico, stanno pagando il loro isolamento dalle infrastrutture urbane.

Sicuramente una scelta politica importante e un’opera condivisibile nelle intenzioni, ma sicuramente non nel metodo e nella sua applicazione come polo di sinergie e di sviluppo sul territorio lodigiano.

 

Ma veniamo alla riflessione che vogliamo proporre ai lettori di questo scritto: dopo un percorso non proprio trasparente durato qualche anno, nel 2011 venne costituita Loditre (S.T.U. Società di Trasformazione Urbana) avente come soci fondatori Università di Milano, Provincia e Comune di Lodi e come scopo la realizzazione del Polo Universitario. Vengono investiti per questa operazione circa 700 mila euro per avviare la società e redigere i relativi progetti preliminari.

Nel 2014 Loditre attraverso un bando pubblico, individuava il socio privato che avrebbe dovuto realizzare le opere: la C.M.S.A. di Montecatini con altre società consorziate. Per motivi a dir poco opachi, nel 2015 viene tutto sospeso ed annullato e l’Università di Milano decide di prendere in gestione direttamente l’affidamento dei lavori, buttando ai rovi i 700 mila euro serviti per la costituzione della società Loditre. Viene cosi bandito un secondo concorso pubblico e viene individuata un’altra cooperativa per la realizzazione delle opere, la coop. “Ciro Menotti” di Ravenna.

Nel settore cooperativo la coop. Ciro Menotti è un colosso, capace di acquisire un’enorme portafoglio di lavori, soprattutto nel settore degli appalti pubblici. Tanto che nel 2014 nelle indagini anticorruzione per i lavori di Expo, insieme ad altre cooperative, una sua consorziata la Coop. Viridia, risulta essere coinvolta nel giro di interessi loschi della cupola coordinata da Greganti e Frigerio. (rif. Il Fatto Quotidiano del 14/05/2014). Da quello che risulta dalle notizie di cronaca e delle informative della Guardia di Finanza la coop. Viridia sarebbe anche stata inequivocabilmente al centro di un giro di scambi illeciti di favori e denaro che insieme all’impresa Maltauro, miravano anche a realizzare un monopolio fraudolento per la gestione della Città della Salute di Sesto S. Giovanni.

Dalle indagini che hanno portato all’arresto di numerosi faccendieri e politici emerge una profonda infiltrazione di carattere delinquenziale, che coinvolge ambienti istituzionali e mondo politico, spesso legata anche ad ambienti della criminalità organizzata.

Per dovere di cronaca, la Viridia S.C. è l’impresa che sta attualmente eseguendo i lavori nel nuovo Polo Università di Lodi per conto della coop. Ciro Menotti.

Alla luce di questa notizia ci chiediamo con quale criterio di legalità e competenza sono state selezionate le imprese e gli operatori che dovranno eseguire le opere, soprattutto in casi come questo dove sono in gioco tanti soldi pubblici.  

Precisiamo che la coop Viridia, alla fine dell’iter giudiziario, potrebbe aver chiarito quanto gli viene contestato, ma attualmente deve valere il principio di precauzione inducendo coloro che amministrano ad una maggiore prudenza a tutela degli interessi collettivi.

Sempre tra le consociate della coop. Ciro Menotti, ci siamo imbattuti in un’altra famosa cooperativa, la CPL Concordia, che tra le altre imprese aveva già partecipato alla prima selezione pubblica per la realizzazione del Polo Universitario, arrivando seconda. Ma quello che ci preme sottolineare è che la CPL è nota per il caso di corruzione del comune di Ischia, dove i reati contestati, vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione (anche internazionale), alla turbata libertà degli incanti al riciclaggio ed all’emissione di fatture false.

Precisiamo che questa nostra riflessione vuole porre l’attenzione sulla pessima qualità delle procedure di selezione delle aziende, che finiscono per premiare operatori con qualche ombra nel loro curriculum a discapito di altre più specchiate e non coinvolte in indagini per reati di corruzione e ruberie varie.

Occorre prendere coscienza del fatto che l’apparato normativo degli appalti ed il sistema tecno- burocratico attuale consente una drammatica infiltrazione di operatori disonesti, non solo nel mondo delle opere edili pubbliche ma anche nella gestione dei rifiuti, nella sanità e nelle forniture, dove sono in gioco ingenti risorse economiche collettive.

Dobbiamo constatare che nonostante la parola legalità sia sulla bocca di molti politici ed amministratori lodigiani, anche per i lavori della Università di Veterinaria di Lodi, il profilo di legalità risulta essere molto approssimativo e deludente.

Ci permettiamo quindi, alla luce di quanto registrato nella situazione attuale, di sollevare delle forti riserve sui requisiti morali del soggetto aggiudicatario dei lavori e di alcune sue consociate, soprattutto laddove le indagini in corso ipotizzano reiterati e gravi reati.

Crediamo che, pur nella consapevolezza che le indagini giudiziarie, non sono ancora definite dalle sentenze, sia comunque doveroso intervenire con le Autorità di vigilanza preposte, per la tutela e la verifica di una possibile rilevante lesione dell’interesse pubblico.

Per questi motivi abbiamo chiesto alla Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) di sospendere l’affidamento dei lavori, con una procedura cautelativa, al fine di mettere in atto verifiche di compatibilità sia con le norme anticorruzione, sia sulle procedure di aggiudicazione dell’appalto del Polo Universitario, come pure una approfondita verifica dei requisiti morali e tecnici di tutti i soggetti collegati e coinvolti nei subappalti della futura realizzazione delle opere.

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Un pensiero riguardo “Facoltà di Veterinaria a rischio corruzione. Chiediamo che l’ANAC intervenga

  • 13 gennaio 2016 in 17:11
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    per non parlare del fatto che è stato interpellato un architetto KEMGO KUMA , che ha uno studio a parigi…vicino a dove ha operato negli anni passati BRUNO QUARTA, il responsabile Amministrativo odierno..
    un’occhiatina la darei anche a questo….

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