Carnevale è finito e Colizzi getta la maschera!

colizziNon ci siamo mai fatti problemi a criticare i politici locali e non ce ne faremo neanche oggi nel complimentarci con il presidente del Consiglio comunale di Lodi, Giampaolo Colizzi, per la sincerità con cui ha saputo parlare della politica locale a una platea di cittadini.

Ora, grazie a lui, tutto è più chiaro. Se qualcuno quindi si era illuso che la politica lodigiana fosse un’oasi felice, ci dispiace, ma si dovrà ricredere. A dirvelo non siamo noi, ma un politico navigato come lui, che ha saputo adattarsi a tutte le stagioni della politica lodigiana.

Uno che, parole sue, è sempre stato molto abile nelle trattative” e che ha “sempre saputo intrufolarsi come un lombrico nelle zone d’ombra degli altri partiti”.

Parole pesanti, ma sicuramente pregne di realismo.

La storiella del Patto Civico con cui quindi Colizzi ha camuffato il salto in maggioranza di Tadi, Milanesi, Santantonio e Ghizzoni, ovviamente, era tutta una sceneggiata per poveri illusi. Nessun interesse della cittadinanza da difendere o cose simili, le larghe intese avevano semplicemente creato qualche ombra nei due schieramenti e giustamente il lombrico civico vi si è intrufolato come solo lui sa fare.

guerini-colizzi-uggettiE se qualcuno crede che Lodi sia una città tutto sommato aperta, libera, meritocratica e concorrenziale, dovrà ricredersi anche questa volta. A dirvelo è sempre lui: “A Lodi non abbiamo avuto bisogno di manager e comanda ancora la politica”. Nel caso in cui il messaggio non fosse chiaro, aggiunge: “se stai vicino all’etica della politica campi a lungo”. Chiaro?

E se qualcuno di voi si sta immaginando di essere in un remoto paesino inerpicato nell’entroterra siciliano si sbaglia di grosso. Qui siamo in piena pianura padana, in una città da 45mila abitanti a soli 30 Km dalla ridente Milano.

Colizzi chiude lanciando un monito a tutti i suoi più cari amici: “per comandare bisogna imparare ad obbedire. Io oggi so tutto di tutti, la mia memoria è immensa”.

Adesso capiamo anche come Guerini, il suo allievo politico che ha “allevato fin da quand’era piccolo”, si trovi così a suo agio  a  fare accordi con Verdini e Berlusconi.

verdini renzi

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