Fanghi in Agricoltura: 110 mila tonnellate di fanghi tossici cosparsi anche nel Lodigiano

Unidici ordinanze di custodia cautelare a carico di appartenenti a una organizzazione criminale facente capo ad imprenditori del settore del trattamento e recupero rifiuti. Tra gli arrestati risulta anche il presidente della CRE, l’azienda di trattamento fanghi con impianti nel lodigiano a Maccastorna e MeletiCon la complicità di alcune aziende di trasporto e agricole avrebbero smaltito illecitamente, mediante spandimento al suolo, ingenti quantità di fanghi da depurazione. Sarebbero circa 110mila le tonnellate accertate dagli investigatori tra il 2012 e il 2015 in numerosi comuni delle provincie di Lodi, Cremona e Pavia.

Da sempre in prima linea sulle vicende legate alla salute dei cittadini e dell’ambiente, il M5S di Lodi, insieme ai gruppi del lodigiano, ai portavoce regionali e ai comitati ambientalisti dei cittadini, già da tempo si stava occupando del tema dello spargimento fanghi.

FANGHI ARRESTI

ATTIVITÀ CONTRO I FANGHI A LODI

A Lodi, nel Febbraio 2015 con un’interrogazione in consiglio del portavoce Luca Degano, chiedevamo all’Assessore all’Ambiente del Comune di Lodi Andrea Ferrari riscontri sui controlli effettuati sui fanghi sparsi sui terreni del lodigiano. Solo in seguito al nostro sollecito, il Comune si è attivato per richiedere ad ARPA analisi sui fanghi. A Gennaio 2016, non avendo ricevuto alcuna risposta, il M5S ha sollecitato nuovamente il Comune di Lodi a richiedere tali analisi, scoprendo che in 12 mesi ARPA non aveva mai risposto alla richiesta del Comune e  il Comune non aveva mai risollecitato ARPA.

Un anno di assenza e latitanza che dimostrano ancora una volta la totale inadeguatezza di questa amministrazione e dell’Assessore Ferrari, che per un anno ha completamente ignorato la vicenda. E’ evidente che la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente non sono prioritarie per l’assessore Ferrari, che preferisce dedicarsi ai gemellaggi e ai viaggi della pace anzichè alla tutela della salute dei cittadini lodigiani.

CONTROLLI INSUFFICIENTI

Dalla risposta di ARPA inoltre emergerebbe che nel 2015 è stato effettuato un solo controllo dei fanghi sversati in tutta la Provincia di Lodi.
Dal documento fornito da ARPA emergerebbe inoltre che il controllo a sorpresa non sarebbe stato effettuato in quanto l’azienda aveva effettuato lo spargimento nei giorni precedenti, in contrasto con quanto dichiarato nei documenti autorizzativi. Dalla risposta di ARPA si evincerebbe che non sarebbe stata emessa alcuna sanzione o richiamo all’azienda e che il controllo è stato poi effettuato sui fanghi di un’altra azienda agricola in altra data. Un comportamento che se verificato, vanificherebbe nei fatti l’attività di controllo, peraltro già ampiamente insufficiente.

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MOZIONE DEL M5S PER BLOCCARE LO SPARGIMENTO DEI FANGHI

A Marzo di quest’anno, grazie all’aiuto dei consiglieri Iolanda Nanni e Andrea Fiasconaro, il M5S aveva preparato una mozione che, forte di una sentenza del Consiglio di Stato, dava la possibilità ai Comuni di imporre limiti precisi allo spargimento di queste sostanze nei pressi dei centri abitati. Nel lodigiano la mozione è stata presentata in 3 Comuni, Casalpusterlengo, Tavazzano e Lodi Vecchio, dove è stata sempre respinta dalle forze di maggioranza, tutte capitanate dal PD. Per quale motivo quindi i sindaci di questi comuni, pur avendo a disposizione uno strumento per tutelare la salute dei loro concittadini, non hanno ritenuto opportuno tutelare la salute dei loro cittadini approvando la mozione?

ULTIMA AUTORIZZAZIONE E IL RUOLO DELLA PROVINCIA DI LODI

Sarebbe opportuno che anche il Presidente della Provincia di Lodi Mauro Soldati chiarisse la sua posizione. Pochi mesi fa infatti la Provincia approvò l’aumento di capacità produttiva dell’impianto di trattamento fanghi di Meleti, di proprietà della CRE, passando da 30 mila tonnellate/anno a 125 mila tonnellate/anno. Un aumento di oltre il 400%, ben superiore alla richiesta del nostro territorio. La legge impone che i fanghi vengano sparsi nella stessa Provincia in cui vengono prodotti. In molti si domandavano con quale motivo era stato autorizzato l’aumento di capacità produttiva se poi in realtà non c’era la possibilità di smaltire tali fanghi nel territorio. All’epoca però nessuno dalla Provincia rispose. Ora che le carte della Procura parlano di migliaia di tonnellate di fanghi sversati illegalmente, una risposta appare ancor più doverosa e improcrastinabile.

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