Ritrovato il quadro di “La corte di Lodovico il Moro”, ma quanto ci è costato tenerlo nascosto?

Dopo l’intervento del M5S, a seguito di una segnalazione che ci è pervenuta da un cittadino, finalmente è stata fatta chiarezza su dove fosse il dipinto “La Corte di Ludovico il Moro”.  Non era bastata infatti la richiesta mezzo stampa di un cittadino indirizzata al Comune per avere informazioni puntuali e precise, la risposta ricevuta sempre mezzo stampa dall’allora vice-sindaco Pozzoli era stata a dir poco imbarazzante, ma è servito un nostro diretto intervento per far si che l’ente rispondesse in maniera esaustiva.

Risolto il mistero del dipinto, è emerso però uno scenario ancora una volta agghiacciante, classificabile a pieno titolo come l’ennesimo spreco di soldi pubblici da parte dell’amministrazione PD. Nonostante infatti i lavori di ristrutturazione della biblioteca siano finiti da anni, l’inaugurazione è del Gennaio 2013, le opere continuano ad essere custodite presso il caveau dell’IVRI.

Dal Dicembre 2010 al Giugno 2016 questo servizio di custodia è già costato alle casse comunali oltre 304 mila euro. Uno sperpero enorme di risorse pubbliche che poteva essere evitato semplicemente ricollocando le opere nella biblioteca ristrutturata e allo stesso tempo restituendole alla cittadinanza lodigiana.

Leggendo le determine si evince poi come questo sperpero sia frutto della totale mancanza di programmazione delle amministrazioni PD guidate da Guerini e Uggetti.
Ci sono infatti ben 14 determine di spesa con cui il servizio veniva rinnovato. Contratti in media di 6 mesi l’uno, che hanno comportato la mancata predisposizione di un bando e un un aumento dei costi. Con un bando pubblico  il Comune avrebbe potuto confrontare le offerte di diversi soggetti e spuntare sicuramente un prezzo migliore, ma il disinteresse nell’uso accurato delle risorse pubbliche da noi già denunciato in diverse occasioni ha fatto si che per anni abbiano proceduto senza bando e senza un piano preciso.

Ora chiediamo al Commissario Savastano di intervenire per porre fine a questo annoso spreco di risorse pubbliche.

In una situazione in cui i Comuni, il nostro compreso, continuano a tagliare servizi dicendo che non ci sono risorse, pensate a cosa si sarebbe potuto fare con quei 304mila euro. Si sarebbero potuto ad esempio erogare un assegno di cittadinanza da 500 euro mensili per un anno a 50 famiglie in difficoltà, come il M5S ha già fatto a Livorno. Oppure si sarebbero potute bonificare 2 Ex Cetem da quell’amianto cancerogeno che da anni avvelena i cittadini di viale Mazzini. Oppure, ancora, si sarebbero potute sistemare le scuole comunali ed evitare inoltre di chiedere ai genitori i contributi per il materiale scolastico. Oppure, si sarebbe potuto avviare un progetto di bilancio partecipativo, per dare ai cittadini la possibilità di decidere cosa fare con quei soldi.

Insomma, come abbiamo già ampiamente dimostrato in altre occasioni, non sono i soldi che mancano, ciò che è mancato a Lodi sono stati amministratori capaci e oculati. Noi abbiamo dimostrato ancora che un modo diverso di fare politica è possibile, speriamo che i cittadini lodigiani alle prossime elezioni scelgano il cambiamento.

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