Parte civile: la scelta di Savastano è scandalosa

Siamo  allibiti nel leggere le motivazioni con cui il Commissario Savastano ha deciso di non far costituire come parte civile il Comune di Lodi. Ci saremmo aspettati discontinuità con la Giunta precedente, invece il Commissario mette nero su bianco la volontà di agire in continuità con le decisioni prese da un organo all’epoca in potenziale conflitto d’interesse.

Già dal titolo del comunicato si evince una presa di posizione che mai avremmo voluto leggere da un ente guidato da un commissario di nomina prefettizia. L’azione di costituzione infatti non sarebbe stata nei confronti dell’ex sindaco, visto che nel processo è imputato anche un dirigente del Comune di Lodi.

Il Commissario inoltre specifica di non voler procedere con la costituzione perché riconosce che al momento c’è già un cittadino a rappresentare l’interesse collettivo. Riconosce quindi l’interesse collettivo, ma non si costituisce lasciando volontariamente tutti gli oneri della tutela dell’interesse collettivo a carico del singolo cittadino, sapendo che poi, come promesso, tutti i benefici economici saranno in ogni caso devoluti al Comune.

Non spetta inoltre al Commissario l’onere di definire l’entità del danno subito dall’ente comunale, ma alla magistratura. Fosse anche un euro, dieci o cento, ci saremmo inoltre aspettati una presa di posizione contro i fatti contestati nel processo. Il derubricare il reato a “quinto in classifica”, tra una selezione di reati contro la pubblica amministrazione peraltro arbitraria, non fa certo onore al suo ruolo super partes che dovrebbe avere.

In ultimo, il Commissario motiva la scelta sulla base di una normativa entrata in vigore il 27 ottobre 2016. Un vero peccato dato che avrebbe potuto intervenire dal 2 Agosto sin difesa dell’interesse dei cittadini lodigiani.

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