Piano Anticorruzione Comune di Lodi, ecco 3 proposte del M5S per migliorarlo

A seguito della richiesta del Comune di Lodi e in un’ottica propositiva e di collaborazione, il M5S ha elaborato alcune proposte per migliorare l’efficacia dei piani di prevenzione della corruzione.

Proposte concrete che speriamo verranno recepite, anche se la cosa più importante che va sottolineata è che tali piani devono prima di tutto ESSERE APPLICATI, altrimenti rimarranno sempre un mare di belle parole vuote.

A titolo di esempio, si consideri che la normativa prevedeva che i contributi dei cittadini dovevano essere accolti tra il 12 e il 22 Gennaio, per approvare il piano entro e non oltre il 31 Gennaio (cioè oggi). Il Comune di Lodi invece ha iniziato a raccogliere le proposte dei cittadini in ritardo, chiudendo così, anche quest’anno, in ritardo il piano triennale dell’anticorruzione.

Non bastasse, a pagina 10 si cita il divieto di frazionamento, anche se poi nella realtà esistono casi di frazionamento che proseguono da anni, almeno fino a quando non siamo intervenuti noi. Ancora, si auspica trasparenza e confronto concorrenziale nei bandi, anche se in diversi casi la realtà purtroppo è assai lontana.

Esempi fra i tanti che avremmo potuto fare e che dimostrano come non esista una legge perfetta se ciò che manca è la volontà di rispettarla. Buone pratiche e misure efficaci dimostrano che l’anticorruzione è prima di tutto una scelta amministrativa, che inizia con la programmazione dei Piani e che, dove correttamente attuata, si traduce in modelli di gestione e di amministrazione credibili ed efficaci.

Piano-anticorruzione-2017-19

PROPOSTE DEL M5S di Lodi

OSSERVAZIONE 1

ASPETTI DI NATURA ORGANIZZATIVA (PAG. 5)

I dirigenti vengono individuati quali referenti per il supporto al responsabile anticorruzione nell’attività di prevenzione. Il PNA 2016 approvato con delibera ANAC 831 del 03 agosto 2016 ha rafforzato il ruolo del Responsabile della prevenzione della corruzione (RPC), ribadendo che occorre che sia dotato di una struttura organizzativa di supporto adeguata anche attraverso la costituzione di un apposito ufficio dedicato allo svolgimento delle funzioni poste in capo al RPC.

La normativa attribuisce ai Dirigenti le seguenti funzioni:

  1. Svolgono attività informativa nei confronti del responsabile, dei referenti e dell’autorità giudiziaria
  2. Partecipano al processo di gestione del rischio
  3. Propongono le misure di prevenzione
  4. Assicurano l’osservanza del Codice di comportamento e verificano le ipotesi di violazione
  5. Adottano le misure gestionali, quali l’avvio di procedimenti disciplinari, la sospensione e rotazione del personale
  6. Osservano le misure contenute nel P.T.P.C.T

Pertanto la nostra proposta è che il Responsabile della prevenzione della corruzione sia supportato da una struttura ad hoc, struttura che può non essere dedicata esclusivamente a tale scopo. (vedi PNA 2016 paragrafo 5.2 lettera C)


 

OSSERVAZIONE 2

MECCANISMI E STRUMENTI DI PREVENZIONE PER LE ATTIVITA’ MAGGIORMENTE ESPOSTE AL RISCHIO CORRUTTIVO (PAG. 8)
  • Nei meccanismi di formazione delle decisioni prevedere che occorre rispettare la separazione tra organi di indirizzo politico e organi gestionali (art. 4 d.lgs. 165/2001). Si tratta di una cosa scontata, ma visto le note vicende giudiziarie che hanno portato al commissariamento dell’Ente è bene inserire una misura specifica.
  • Nel caso di incarichi di studio, ricerca e consulenza, nonché di incarichi di collaborazione ai sensi dell’art. 7 comma 6 del D.lgs. 165/2001 motivare nell’atto di assegnazione l’assenza all’interno dell’intero Ente di professionalità in grado di svolgerli e l’atto di affidamento deve essere trasmesso al RPCT.

 

OSSERVAZIONE 3

MONITORAGGIO DEI TEMPI PROCEDIMENTALI (PAG. 13)

Nonostante ciò che è scritto nel Piano, sul sito web del Comune nella sezione Amministrazione Trasparente non sono presenti i dati dei tempi dei procedimenti. (http://lodi.e-pal.it/L190/sezione/lista?sort=&idSezione=61)

Le recenti modifiche al D.lgs. 33/2013 hanno eliminato l’obbligo di pubblicazione dei dati dei tempi dei procedimenti amministrativi, ma non ciò che è previsto dall’art. 1 comma 28 della legge 190/2012. Pertanto si propone di prevedere come misura ulteriore di trasparenza la pubblicazione sul web del monitoraggio dei tempi procedimentali. Fermo restando che occorre pubblicare il monitoraggio degli anni precedenti.


 

Link al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione 2016/18

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