A2A e LGH: Anac dà ragione al M5S – Il PD gioca coi soldi dei cittadini

Che la fusione tra A2A e LGH fosse piena di problemi se non anche di ombre, il Movimento Cinque Stelle lo ha sostenuto a più riprese nelle sedi politiche competenti e rivolgendosi anche alle autorità di controllo di fronte al muro opposto dalla politica. La bocciatura da parte dell’Autorità Anticorruzione al progetto della fusione deriva proprio da una delle nostre denunce.

L’ANAC ha stabilito che serviva una gara pubblica per la fusione tra le due società, dopo un’istruttoria avviata da un esposto del M5S bresciano con il quale abbiamo evidenziato che un’azienda privata e quotata, come A2A, non può acquisire senza gara il controllo di una società totalmente pubblica come LGH e che in questo ambito sono state violate tutte le norme in materia di trasparenza, pubblicità e concorrenza.

Di chi è la colpa?

Le amministrazioni dei Comuni interessate da questo affare scellerato sono tutte di Centrosinistra ad eccezione di Rovato, solo comune governato da Lega e Centrodestra. Il PD ha lavorato e lavora ancora per la lobby della “grande multiutility del Nord” che porta guadagni ai soliti noti e questi sono i risultati.

Quali saranno le conseguenze di tutto questo?

Per i vertici delle società nessuna: è stato già escluso qualsiasi ripensamento sulle scelte fatte, la fusione non è in discussione.
Ma la violazione delle regole comporterà anche delle sanzioni, che ricadranno sulle società e quindi sui costi per i servizi per i cittadini.

Chi risponde di tutto questo?

Questi sono i risultati della gestione dei sedicenti “amministratori esperti”: colossali operazioni tra società di servizi pubblici con tanto di consulenze strapagate che però si svelano essere poggiate su fondamenta molto fragili, tanto che basta un’analisi da parte degli “inesperti” del M5S per trovarne le falle. Ma tanto a pagare saranno i cittadini.
Per questo chiediamo ai vertici delle società interessate e agli amministratori dei Comuni soci non solo di assumersi direttamente le loro responsabilità, ma di meditare sull’utilità di tutta l’operazione. Che non è solo una questione di finanza e regole, ma anche e soprattutto di servizi essenziali, per i quali i cittadini vogliono una amministrazione pubblica sana e non un’amministrazione che pensa solo ai profitti e che nel farlo non rispetta nemmeno le più basilari regole di trasparenza.

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