Bando per la custodia dei quadri del museo civico: risparmiati 70 mila euro grazie al nostro intervento

Ci preme ricordare di essere sempre stati attenti  alla vicenda dei quadri e del loro innaturale “parcheggio”, con il solo ed unico obiettivo di tutelare e salvaguardare un bene della città, sia sotto il profilo artistico che patrimoniale. Grazie al nostro intervento, alle segnalazioni fatte all’ANAC e alla Corte dei Conti, il Comune di Lodi ha dovuto adeguarsi alla legge predisponendo un bando per l’assegnazione del servizio di custodia delle opere d’arte del fu museo civico; un bando che permetterà di risparmiare oltre 2 mila euro al mese. In 3 anni quindi il Comune, grazie al nostro intervento, risparmierà oltre 70 mila euro. In periodi in cui l’ente continua a piangere miseria, ancora una volta abbiamo dimostrato che si possono ottimizzare le spese e liberare risorse per erogare maggiori servizi o, cosa sempre auspicabile, abbassare la pressione fiscale ai contribuenti.

Ora comunicheremo alla corte dei Conti l’esito della gara, in maniera tale da poterla “aiutare” nel definire l’entità del danno erariale qualora dovesse decidere di procedere.
A conti fatti si tratterebbe di oltre 120 mila euro di danno, uno spreco che si sarebbe potuto evitare se il Comune avesse fatto il bando, subito, nel 2010, quando era ovvio che una sede per il museo non si sarebbe potuta realizzare a breve, anziché aspettare il 2017.

Siamo rammaricati che il commissario non abbia preso in considerazione la nostra richiesta di redigere un bando di minor durata, così da non legare le future Amministrazioni per altri 3 anni. Il M5S infatti è già alla ricerca di una soluzione che possa consentire di ospitare le opere del museo, ma a causa della scelta di fare un bando così lungo, chiunque vincerà le elezioni si ritroverà in qualsiasi caso obbligato a sborsare per 3 anni oltre 3 mila euro al mese per la custodia dei quadri, anche se verranno recuperati dal magazzino dell’IVRI. Insomma, dopo 6 anni di totale disinteresse, ora l’ente lega le mani anche a chi verrà dopo. Una chiusura al dialogo che graverà ancora una volta sulle tasche dei cittadini lodigiani.

Ora che è stato appurato che le nostre iniziali preoccupazioni erano fondate, torniamo a chiedere al Comune di adoperarsi per predisporre una verifica sullo stato di conservazione delle opere in tempi brevi. Quei quadri sarebbero dovuti restare in quel magazzino solo per pochi mesi, mentre oramai sono 6 anni che giacciono impacchettati nel cellophane. Questo, come confermato anche dal restauratore Domenico Cretti, potrebbe aver causato dei danni alle opere e per tale motivo chiediamo che vengano subito ispezionate, così da scongiurare questo possibile rischio e nel caso sia necessario, si potrà intervenire per tempo e non rimandare il tutto fra 3 anni, quando potrebbe essere troppo tardi per poter rimediare.

Il disinteresse per la cultura del PD ha già causato un grave danno economico alla città, non vorremmo che anche le opere abbiamo subito un danno.
Il silenzio del Comune è inaccettabile e se non risponderà, saremo costretti a rivolgerci alla soprintendenza chiedendo di intervenire per tutelare le opere in questione.

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